Joseph DaGrosa: il Bordeaux, l'affare Newcastle e il sogno "modello City". Ecco il possibile nuovo socio di Pallotta

03/06/2020 alle 11:05.
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LAROMA24.IT - Raffreddata la pista Friedkin, se ne apre un'altra per il futuro della Roma. Dopo il 'no' di all'ultima offerta del Friedkin Group si è fatto un nome nuovo come possibile socio del presidente giallorosso. Nome che non è del tutto una novità nel panorama calcistico europeo, quello di Joseph DaGrosa. Ex presidente del Bordeaux, di cui ha ceduto le sue quote lo scorso dicembre, che di recente ha puntato anche il Newcastle. E al quale, stando alle indiscrezioni degli ultimi giorni, è arrivato (per mezzo dell'advisor Goldman Sachs) anche il dossier Roma.

IDENTIKIT - Con , d'altronde i punti di contatto sono molti, dal lavoro all'interesse (recente) per lo sport, visto "nel lungo periodo" come "una grande opportunità di investimento", come ha rivelato in un'intervista a Forbes. Anche lui americano, ma nativo di New York e residente a Miami. Classe 1964, laureato in economia, DaGrosa ha iniziato la sua esperienza nel campo della finanza lavorando per la banca d'investimento Paine Webber già nel periodo degli studi universitari. La sua prima private equity da lui fondata, la Beaconsfield Capital, prende il nome da Benjamin Disraeli, primo ministro inglese dell'era vittoriana e sua fonte di ispirazione: "Adoro leggere e durante un viaggio a Londra ho acquistato la sua biografia. L'ho letta, poi sono tornato in libreria e ne ho acquistate altre 4-5 copie, che poi ho regalato ai miei figli"

BORDEAUX - Parole e rivelazioni che risalgono al periodo del suo ingresso nel calcio europeo. Nel 2018 DaGrosa ha rilevato il Bordeaux, alla guida di una cordata 'anomala'. Questo perché la sua società, la General American Capital Partners (GACP) possedeva solo il 13,6% delle quote del club, con il socio King Street (86,4%) a fare la voce grossa in termini di investimenti. "Il nostro piano è di valorizzare il marchio - disse all'epoca - e possiamo farlo mantenendo una buona squadra e con un settore giovanile che aiuti a crescere i nostri talenti. Non intendiamo fare come il PSG, loro hanno un sacco di soldi e li buttano in giro, è un modello di business differente dal nostro". Volendo, un altro punto in comune con ... Tornando all'esperienza al Bordeaux, DaGrosa si prese la presidenza del club, con diritto di veto sulle decisioni dell'azionista di maggioranza. Con il quale i rapporti non sono stati idilliaci. Secondo i suoi partners, DaGrosa avrebbe infatti sopravvalutato la portata sia dell'investimento (alla fine il Bordeaux è costato 114 milioni di dollari) che dei profitti.  La delicatissima convivenza è terminata lo scorso dicembre, quando DaGrosa esce di scena cedendo le proprie quote a King Street.

NEWCASTLE - Chiusa la porta della Ligue 1, DaGrosa ci ha riprovato con la Premier League nei mesi scorsi e ha provato ad inserirsi nell'affare Newcastle. Trattativa saltata, di cui lui stesso ha rivelato i dettagli in una recente intervista alla Shield Gazette: "Eravamo più avanti di quanto si diceva, avevamo speso molte delle nostre risorse, avevamo assunto KPMG per una consulenza e avevamo studiato a lungo sia il club che il campionato". Trattare con il proprietario Mike Ashley non è stato semplice: "Lui e i suoi collaboratori sono stati molto diretti, la loro posizione era molto dura ma ho apprezzato trattare con loro, non stavano giocando. Ora sembra che i sauditi siano molto vicini. Il Newcastle è un club fantastico, è esattamente il profilo del club che vorremmo acquistare. Dal punto di vista dei costi non cerchiamo un top club, ma ce ne sono anche altri che sono molto interessanti". 

SCONTO E MODELLO CITY - Staremo a vedere se tra questi club 'molto interessanti' ci sarà anche la Roma. In ogni caso DaGrosa vede nel calcio post-coronavirus un'opportunità e non lo nasconde: "Per molti proprietari di club il calcio non è un core business, ci sono anche istituti di credito che di fatto posseggono delle squadre e non sono preparate a gestirle. Penso che tutto questo crei un'opportunità per fornire liquidità al sistema-calcio e, dal nostro punto di vista è un'opportunità per acquistare i club con uno sconto. Probabilmente c'è un'opportunità ancora più grande per ottenere alcuni grandi giocatori a prezzi più bassi del solito".

Il suo sogno resta creare un network di club sul modello del City Capital Group, la holding proprietaria del Manchester City: "C'è l'opportunità di creare una piattaforma simile, in tempi più brevi e a costi più bassi". L'obiettivo è già fissato: "Tra settembre e ottobre vorremmo acquistare il nostro primo club, ma dipenderà dai tempi del calciomercato, difficile acquistare una società in questo periodo. Puntiamo a realizzare entro un anno la nostra 'fase 1': una società, più un club satellite e tre accademie. Poi entro altri 12 mesi la 'fase 2', con altri 4 club satelliti e 6 accademie". Progetto senza dubbio ambizioso. Nel suo disegno rientrerà anche la Roma?

DDA