RADIO RADIO - Rosella Sensi, presidente della Roma dal 2008 al 2011, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dell'emittente radiofonica e tra i vari temi trattati si è soffermata sulla stagione dei giallorossi. Ecco le sue parole.
Ci racconta la sua emozione per il ritorno della Roma in Champions League dopo sette anni?
“Come si fa a non essere contenti? La Roma ha chiuso al terzo posto nonostante ci fosse molto scetticismo attorno alla squadra, forse non da parte dei romanisti, ma sicuramente all’esterno sì. E invece ce l’abbiamo fatta. Voglio fare i complimenti alla squadra, alla società e soprattutto a mister Gasperini che, secondo me, oltre a essere un grande allenatore è diventato anche un grandissimo romanista“.
Si aspettava che la Roma tornasse in Champions? A un certo punto sembrava quasi impossibile…
“Io ci speravo e, in fondo, me lo aspettavo. Certi risultati arrivano soprattutto quando c’è un gruppo unito, un grande allenatore e una società presente. I presupposti c’erano tutti, poi ovviamente le partite vanno giocate e vinte sul campo“.
Ha rivisto nella gestione della famiglia Friedkin il tentativo di ricreare uno spirito romanista attorno alla squadra?
“Sicuramente con l’arrivo della famiglia Friedkin c’è stato un cambio di rotta, ed è evidente a tutti. Credo abbiano lavorato molto per ricreare entusiasmo e senso di appartenenza attorno alla Roma, e per questo faccio loro i complimenti“.
Lei ha conosciuto tanti grandi allenatori. Che giudizio dà di Gasperini dal punto di vista comunicativo?
“All’inizio c’era molto scetticismo sul possibile rapporto tra Gasperini e l’ambiente romano, anche per il suo passato. Invece credo sia riuscito ad adattarsi molto rapidamente. Mi ha colpito la naturalezza con cui è entrato nello spirito romanista, riuscendo a creare subito sintonia non solo con la squadra, ma anche con tutta la città“.
La prossima stagione sarà quella del centenario: secondo lei la Roma può puntare allo scudetto?
“Quest’anno ricorrono anche i 25 anni dallo scudetto del 2001, quindi è inevitabile che certi ricordi tornino vivi. Bisogna avere fiducia nella società, vedere come si svilupperà la squadra e, soprattutto, restare sempre vicini alla Roma. L’entusiasmo e l’unione possono fare la differenza“.




