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Sarri: "Era solo una provocazione, non avrei lasciato soli i giocatori. Troppi politici e pochi esperti di calcio"

17/05/2026 alle 11:48.
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L'allenatore della LazioMaurizio Sarri, è intervenuto ai microfoni di DAZN a pochi minuti dal fischio d'inizio del derby contro la Roma. Il tecnico biancoceleste, dopo aver risposto a un'unica domanda sulle riflessioni maturate nei giorni scorsi, ha espresso il proprio sfogo sulla gestione del calendario per poi lasciare la postazione interviste.

Le chiedo quanto sia stato importante il rapporto con i giocatori nelle riflessioni di questi giorni e cosa l'ha spinta a essere qui oggi.
"La mia era solo una provocazione. Non avrei mai lasciato soli i miei giocatori, ho troppo rispetto nei loro confronti. È solo un esprimere la mia opinione sulla Lega che, secondo me, non sta gestendo al meglio il nostro campionato e il nostro prodotto, che è già in difficoltà di suo. Oggi era una giornata in cui cinque squadre si giocano una partita che vale 70-80 milioni. Sarebbe stata una giornata su cui confezionare un prodotto per farci risalire nell'opinione pubblica mondiale e invece si fa una partita a mezzogiorno. Non è lo stesso prodotto: un derby a mezzogiorno e mezzo a 35 gradi all'ombra non è come uno giocato a fine maggio di sera. Lo vediamo anche nel campionato Primavera: la Lazio ha giocato il 16 agosto a mezzogiorno, nessuno voleva andare in campo e la tribuna era vuota. Io sto parlando per il bene del calcio. Se oggi facciamo una brutta partita non è colpa della Lega, ma nell'ultima settimana si è vista una certa incapacità di gestire il calcio italiano. Ci sono troppi aspetti di politica sportiva e pochi esperti di calcio. Se parli con queste persone ti rendi conto che non conoscono il profumo dell'erba. Per loro giocare a mezzogiorno o alla sera è uguale, ma il calcio è un'altra cosa. Servono meno esperti di politica sportiva e più gente di calcio".