Domani alle ore 21 andrà in scena allo Stadio Olimpico il delicatissimo match tra Roma e Stoccarda, valido per il settimo turno della fase campionato di Europa League. Oggi, giornata di vigilia, l'allenatore Gian Piero Gasperini interverrà in conferenza stampa insieme a Niccolò Pisilli direttamente dalla sala stampa del 'Fulvio Bernardini' di Trigoria alle ore 13:30. Come di consueto, LAROMA24.IT seguirà l'evento in diretta.
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L'intervento di Gasperini
Come gestirà la squadra in vista degli impegni ravvicinati?
"La squadra sta bene tranne Hermoso che è infortunato, oltre a Dovbyk. Inoltre non ci saranno Malen e Vaz. Domani è una partita molto ravvicinata alla sfida del Milan, che è una gara di maggiore attenzione. In Europa siamo in una buona posizione e con una vittoria abbiamo buone possibilità di saltare il playoff, ma abbiamo maggiore attenzione sul campionato".
Come è riuscito a rendere Dybala così continuo? La Roma ha raggiunto il livello che si aspettava?
"La Roma si è subito contraddistinta per la mentalità. Ho trovato un gruppo molto motivato, che voleva fare una stagione importante. Inoltre mi hanno dato grande disponibilità. Mi auguro che, andando avanti, si riesca a migliorare l'aspetto qualitativo offensivo. Sono state rarissime le volte in cui la squadra non ha risposto sul piano della mentalità e della motivazione. Dybala stava facendo bene, poi ha avuto l'influenza e una ricaduta e lui ci mette più tempo a recuperare. Sta bene, è recuperato ed è in grado di giocare. Rispetto a un po' di anni fa magari ha meno velocità, ma se supportato riesce ad essere determinante".
L'importanza dell'Europa League: quanto le piacerebbe vincere subito un trofeo?
"Io non metto il punto sulla vittoria dell'Europa League. Sa da quanto tempo un'italiana non vinceva l'Europa League prima dell'Atalanta? Dagli anni 90. L'ultima Champions è stata dell'Inter nel 2010. Se i trofei sono l'unica cosa che gratifica allora si è perennemente delusi. Vincere in Europa per le italiane è un problema, guardate le partite di ieri. Se vincere l'Europa League diventa il metro di giudizio per la Roma allora c'è il rischio di essere sempre molto delusi. Bisogna spostare l'obiettivo, guardarci, migliorarci e crescere sotto tutti gli aspetti per cercare di diventare sempre più forti. Quando si ha la sensazione di essere forti allora forse si arriva a vincere qualcosa".
Sono aumentate la consapevolezza e la fiducia per il quarto posto dopo il ko della Juve o ci sono sempre state?
"Abbiamo sempre giocato per fare il massimo. All'inizio della stagione nessuno sapeva la nostra dimensione, dopo 21 giornate non c'è niente di definitivo ma siamo in una posizione che ci siamo conquistati e non ce l'ha regalata nessuno. A parte l'Inter, che è avanti, affronteremo squadre che ci sono vicine. Abbiamo anche un discreto vantaggio su Bologna e Atalanta. Noi ci siamo conquistati questa posizione e faremo di tutto per difenderla e incrementarla. Noi abbiamo una considerazione di noi stessi superiore rispetto a un po' di tempo fa".
Come si è arrivati all'interruzione del prestito di Bailey? Dobbiamo aspettarci qualcosa su altri giocatori?
"Bailey ha avuto un'esperienza negativa per entrambi, si è infortunato il primo giorno di allenamento e poi ha vissuto un calvario. L'infortunio è durato tantissimo, poi si è fermato nuovamente per ricadute. E' stato un peccato, pensavamo potesse essere un valore aggiunto ma gli infortuni hanno determinato questa scelta. Si è fermato anche prima di Torino e poi è stata fatta questa decisione. Se fosse stato un giocatore della Roma si sarebbe andato avanti, ma era un prestito. E' chiaro che ora si è aperto uno spazio, ma non so cosa può succedere in questi 10 giorni. Se arrivano situazioni che possano determinare un miglioramento va bene, altrimenti si resta così".
Come sta Ferguson: ha 90 minuti nelle gambe? C'è l'idea di tenerlo fino a fine stagione o può andare via a gennaio?
"Ha recuperato dalla contusione ed è disponibile per domani. Al momento è un giocatore della Roma e ogni occasione è buona per fare delle prestazioni. Ultimamente ha fatto bene e ha segnato gol importanti. Domani mi aspetto una prestazione giusta e in linea con quelle che ha fatto ultimamente".
Il divieto delle trasferte?
"Questo è l'eterno problema, per poche persone ne vengono penalizzate migliaia. Nessuno vuole vedere quegli scontri, non fanno parte dello sport. Rispetto a prima ne succedono di meno, ma i provvedimenti poi sono questi. Quando vai in trasferta e vedi così tanta gente che segue la squadra è un qualcosa di molto positivo, dispiace fortemente. Non so se sia la pena migliore, ma per me no perché vai a penalizzare la passione di migliaia di tifosi".
I giovani possono essere considerati dei nuovi acquisti in vista della seconda parte della stagione? Ghilardi può sopperire l'assenza di Hermoso?
"Io vorrei sviluppare un nucleo forte di 15/16 giocatori molto competitivi e che quando cambi soffri molto poco. E riuscire a far crescere altri giovani che possono alimentare il nucleo fondamentale di una squadra che vuole essere protagonista e competitiva. La crescita non è uguale per tutti e va vista sul campo. Poi si va avanti nella crescita anche della società e deve essere sostenibile. Se dietro hai giovani che crescono, quando cambi non devi entrare sul mercato con cifre notevoli per rimpiazzare i giocatori ceduti. Stiamo cercando di fare questo. Quando sono arrivato la squadra aveva pochi giocatori a disposizione e con tanti giocatori in scadenza o in prestito. Ci vuole tempo, ma questo è l'obiettivo. Poi si potrà parlare di Champions e trofei. Questo è il mio obiettivo, senza non puoi fare niente. Quando vai in difficoltà hai un mese di calo e ti giochi tutto. Pisilli è l'esempio migliore perché esce dal settore giovanile e sarebbe la cosa migliore avere un settore giovanile che torna a riprodurre qualche giocatore della prima squadra. Rispetto all'inizio è cresciuto nel modo di stare in campo, non è necessario andare in altre squadre. Se lo puoi fare dentro la Roma è la cosa migliore. Mi auguro che lui e altri diventino dello stesso valore di Koné, Cristante e così via. Pisilli è il prototipo perfetto, non serve che vada in giro a fare esperienza. Deve fare la sua esperienza qua e diventare forte qua".
L'intervento di Pisilli
Capitolo mercato chiuso? Come hai convinto il mister?
"Il mercato chiude il 2 febbraio, ma io sono totalmente focalizzato sulla Roma e sulle prossime partite. In questo periodo ho giocato di più, ho cercato di farmi trovare pronto e di allenarmi al meglio. Quando non ho giocato non ho perso tempo, ho lavorato per convincere l'allenatore. Spero di aver dato buone risposte, ho cercato di dare il massimo e lo farò sempre".
A gennaio ti senti un calciatore migliore rispetto a inizio stagione?
"Sì, sono migliorato e capito le richieste del nuovo mister. Questi mesi sono stati fondamentali anche per capire che tipo di giocatore devo diventare e per giocarmi al meglio le mie chance".
Giochi domani? Quanto è difficile togliere il posto allo zoccolo duro?
"Non so ancora la formazione e non sono io a farla (ride, ndr). Il centrocampo della Roma è molto forte e questa è una grande occasione per me per imparare da loro. Tutti vogliono giocare e io faccio il massimo in allenamento per mettere in difficoltà il mister. Avere tanti giocatori forti a centrocampo è un bene per il mister e per la squadra".
In quale aspetto di senti maggiormente miglioramento?
"Sono migliorato in tanti aspetti: fisico, fase difensiva, tattica... Più conoscenze hai e più migliori, io cerco di recepire al meglio le richieste del mister e di riproporle in campo".
Quale caratteristiche vorresti rubare a Cristante, Koné ed El Aynaoui?
"Sono diversi. Koné si contraddistingue per la forza fisica, Cristante è intelligentissimo e ha fatto una carriera bellissima e anche El Aynaoui è un grandissimo giocatore e fa le due fasi con un'intensità pazzesca. Sono veramente molto forti".








