LR24 (AUGUSTO CIARDI) - L'aggettivo "fondamentale" abbinato alla parola settimana è un grande classico del calcio, inflazionato. Se ne abusa di continuo. Stavolta l'aggettivo è d'obbligo. Perché la settimana che comprende la trasferta di coppa a Bologna e poi quella di Como contro la squadra che condivide con la Roma l'appartamento al quarto piano, non può che essere definita fondamentale.
Ma le partite passano di nuovo in secondo piano, perché sono riaperte le iscrizioni al palio della capitale. Si alzano i vessilli della fazione preferita, e il match diventa semplicemente una leva solleva-polemiche. Proliferano gli orticelli metropolitani, fertili al punto da proporre biodiversità succose a chilometro zero. Ci dividiamo come al solito fra allenatore, direttore sportivo, senatori, garante e addirittura speaker, streamer e opinionisti, persino la notizia su uno sponsor viene commentata a seconda di chi la propone. Niente di nuovo. Rispetto al passato mancano le contrade devote a proprietà e dirigenti amministrativi, in auge fino a qualche anno fa. Stanno spuntando persino i partiti pro e contro Zaragoza. Come dire, purché ci si divida non facciamoci mancare nulla, litighiamo anche per il fantasmagorico ballottaggio fra lo spagnolo e Venturino. Mille fazioni per lo spinoff della serie principale, che propone il duello fra Gasperini e Massara, e sempre di più coinvolge un attore che non sarà mai secondario, Ranieri.
Gasperini semmai ha sbagliato a schierare Pellegrini, ma come gli si può imputare il mancato utilizzo di un'aletta sgusciante che trova linfa a campo aperto, cosa che la Roma a Genova non ha mai avuto a disposizione? Zaragoza quanto avrebbe spostato in un match giocato decentemente solo da Malen e Pisilli?
Metà marzo è alle porte, la Roma ha buttato nel cesso il set point contro la Juventus, e domenica ha subito il break che ha definitivamente riaperto la partita. Ora si gioca il futuro in Europa e in campionato. Serve il contro break. Ma serve pure ricordare che la Roma è ancora quarta, nonostante non ci sia uno straccio di attaccante in alternativa a Malen, arrivato grazie all'intervento del vice presidente (doveroso ricordarlo), perché, altrimenti, oggi, davanti ci sarebbe soltanto Vaz (tanta invidia per chi ha già capito che sia un fenomeno, dai tre spezzoni di partite giocate si puo al massimo intuire per quale ragione Gasperini lo consideri acerbo). E nonostante la batteria di esterni, per ragioni varie, costringa l'allenatore a scegliere centrocampisti decentrati.
Gasperini è il responsabile tecnico della squadra. Ma la società, dopo due sessioni di mercato, deve necessariamente puntare i fari sull'organigramma in vista del terzo tentativo di rafforzamento della rosa con Gasperini allenatore. Laddove non c'è possibilità di condividere, bisogna imporre una scelta che spazzi via equivoci e ambiguità. Storicamente si dice che le squadre della stagione seguente si fanno a marzo. Oggi è più difficile, perché il calcio bisognoso di soldi impone che si conosca il piazzamento finale per avere chiarezza sui margini di spesa estivi. Ma non c'è necessità di soldi per capire se, in modo legittimo, la compravendita di giocatori la condurrà Massara (ha senso cambiare il responsabile del mercato per la terza volta in tre anni, dopo Pinto e Ghisolfi?) o se sia necessaria, per incompatibilità, l'ennesima rivoluzione.
In the box - @augustociardi




