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Tancredi; Nela, Vierchowod... Dybala

08/03/2026 alle 14:39.
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LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Che peccato. Speriamo di rivederci. Comunque grazie, vada come vada. Tre stati d'animo pensando a Paulo Dybala. Considerazioni soggettive, sia chiaro. Nessuna presunzione per pensare di indirizzare i sentimenti altrui, le percezioni degli altri.

La Roma comunica che Dybala starà fuori quasi due mesi, e viene naturale fare un bilancio sul suo quadriennio. Il calcio moderno impone paletti mentali più di quanti ne pianti l'UEFA ai club del continente. Siamo sempre di più inclini a fare calcoli su ammortamenti, costi a bilancio e plusvalenze. Ci sta. Inutile fingersi giapponesi su isole del Pacifico che si credono ancora impegnati nella seconda guerra mondiale.

Ma i numeri non possono soffocare le emozioni. E Paulo Dybala è ed è stato emozioni. Dal momento in cui entrò nel vivo la trattativa. Tutti sapevano che se fosse venuto alla Roma sarebbe stato anche perché le big d'Europa avevano tanti, forti, dubbi sul suo status fisico. Amen. Viene presentato a Roma sud e quella sera di fine luglio diventa iconica, con lui seduto a gambe incrociate a godersi chi coi ragazzini in collo spontaneamente sfidava l'umidità assassina per farsi scoppiare il cuore di gioia.

Primi due anni, al netto dei primi stop, tipo l'infortunio battendo un rigore, da signore del calcio. E basterebbe ricordare che senza un furfante col fischietto il suo nome sarebbe rimasto in eterno, alla voce marcatore, nel tabellino più importante della storia della Roma qualora alla Roma non avessero rubato la partita.

Ora siamo al capolinea. Fine contratto ed ennesimo guaio. Cinque settimane per provare a recuperare. Che significa quasi maggio, forse metà aprile. Potrà ancora dare un contributo? Chi ama andando oltre i numeri da commercialista spera di sì, i più romantici vorrebbero che il suo regalo di addio fosse una marcatura decisiva nella finale di Europa League. Per fare giustizia dopo lo scandalo di Budapest del 2023. Perché senza quello scempio, oggi ci ricorderemmo a memoria la formazione, Dybala compreso, di quella sera. Quegli undici che a differenza dei numeri di telefono non escono la dalla nostra testa, tipo Tancredi, Nela, Vierchowod, Ancelotti, Falcao, Maldera, Conti Prohaska, Pruzzo, Di Bartolomei, Iorio.

Con buona pace dei più classici dei "te l'avevo detto", ostentati da chi ha sempre parlato di Dybala in chiave fisica. La scoperta dell'acqua calda spacciata per rivelazione dei segreti di Fatima, per alimentare ego ipertrofici e per ricerca di quarti d'ora di celebrità, fregandosene di pensare quanto sarebbe stato positivo per la Roma in questo tiratissimo finale di stagione, assistere ancora ai duetti Dybala-Malen ammirati a gennaio in casa del Torino.

In the box - @augustociardi