Dieci anni di maledetta primavera. Dieci anni in cui la Roma si trova costretta, a marzo, a scegliere tra campionato e coppa. Sono cambiati i presidenti, gli allenatori, i direttori sportivi e decine di giocatori, ma la sostanza è la stessa: intorno alla trentesima giornata o si privilegia la Serie A o il sogno europeo. I numeri lo certificano: nel 2016 la Roma, a questo punto della stagione, era terza con 59 punti e nel 2017 seconda con 65. In panchina c'era Spalletti, eliminato agli ottavi di
Champions ed Europa League. Con Di Francesco e Mourinho le stagioni migliori: Il primo DiFra, a questo punto, era terzo a 59 punti, e stava per sfiorare la finale di Champions League mentre Mou, il secondo anno, era terzo a 53 punti e se non fosse stato per Taylor avrebbe vinto l'Europa League. Gli altri anni? Tutto più o meno in linea con quanto sta facendo Gasperini. Nel 2018-2019 la Roma era quinta ed uscì agli ottavi di Champions col Porto, l'anno successivo, quello del Covid, stessa posizione di classifica mentre nel 2021, ultima stagione di Fonseca, dopo 29 turni la Roma era settima a 51 punti e arrivò in semifinale di Europa League. Il primo anno di Mou, i punti in campionato erano 48, la Roma era sempre settima, ma a fine stagione arrivò la Conference League.
(corsport)




