La Roma accelera, spinge, prova lo strappo. E stavolta il segnale arriva direttamente
dall'alto: Dan Friedkin ha acceso il semaforo verde per l'operazione Alajbegovic, il talento bosniaco che sta infiammando mezza Serie A e che entro la fine di maggio scioglierà definitivamente le riserve sul proprio futuro. A Trigoria il messaggio è chiaro: anticipare tutti, piazzare subito un colpo pesante da consegnare al prossimo bilancio e soprattutto all'ambiente giallorosso. Un'operazione strategica, tecnica e simbolica. Perché dietro il nome di Kerim Alajbegovic c'è molto più di un semplice investimento: c'è l'idea della nuova Roma. Milan, Napoli e Inter osservano, studiano, aspettano. La Roma invece si muove. E lo fa con decisione, convinta di avere un vantaggio che nessun'altra concorrente può realmente garantire: un posto da titolare immediato. Una prospettiva che pesa eccome per un ragazzo di diciotto anni che vuole gioca-re, crescere, diventare protagonista.
E poi c'è la carta Pjanic, tutt'altro che marginale. Miralem si è mosso in prima persona, lavorando da intermediario silenzioso ma influente. Una settimana fa era nella Capitale insieme al padre del giocatore: visita a Trigoria, incontri, colloqui, sguardi lunghi sul futuro. Un summit importante, quasi esplorativo, ma che ha lasciato sensazioni molto positive dentro la Roma. Si è parlato del progetto Eriedkin, della continuità tecnica, del ruolo centrale che il club immagina per Alajbegovic. E soprattutto di Gasperini. Già, perché uno dei punti che più intriga il talento bosniaco è proprio la prospettiva di lavorare con un allenatore capace di trasformare giovani di talento in giocatori veri, completi, devastanti. [...]
L'attaccante, oggi al Salisburgo, è stato riacquistato dal Bayer Leverkusen per otto milioni. Ma il suo destino sembra già scritto e lontano dalla Germania: servono tra i 25 e i 30 milioni per convincere il club a lasciarlo partire. [...]
(corsport)




