Da una parte, c'è la società, che meno di un anno fa ha pescato (e scelto) Gasperini da una lista allargata, con all'interno pure chi, prematuramente, ha detto no grazie; dall'altra, c'è lo stesso tecnico di Grugliasco, che ha accettato e sottoscritto il progetto di riforma romanista e poi in corsa si è sentito di accelerare i tempi, avendo buone sensazione che il traguardo si potesse raggiungere prima, e per molto tempo ha avuto ragione. Da un'altra parte ancora, c'è Ranieri, che di questo club è solo un consulente e, come tale, ha stilato la lista di quei nomi, tra cui proprio Gasp, avallando per primo la decisione di Dan, consigliandolo pure nella scelta di Massara come ds e dello staff sanitario. Nel tempo le cose sono cambiate e di pari passo si sono modificati i comportamenti, i rapporti interni: quel triumvirato, che piaceva a tutti, ora si è sciolto. (...) L'allenatore, calatosi in questa realtà ha cominciato a tirare subito una linea su ciò che non era di suo gradimento («bisogna migliorare dentro Trigoria, l'ambiente esterno è meraviglioso»), tra questi i due rappresentati del club, Massara, professione ds, e Ranieri, senior advisor. Non gli va bene- come noto - nemmeno lo staff medico, qualche calciatore, ritenuto inadeguato, e infine pure alcuni collaboratori tecnici, presenti prima del suo avvento. Questo, il riassunto molto stringato di questi lunghi nove mesi. Il vaso si è rotto, ed è difficile ricomporlo, (...) ma come mai non la società non l'ha ancora fatto? Domanda legittima. Proviamo a rispondere. 1) Non lo ha fatto perché significherebbe (...) ammettere un fallimento, di aver scelto le persone sbagliate. 2) Perché Ranieri viene considerato uno di casa, Fredkin senior lo stima e non dimentica ciò che ha fatto per la Roma e sa che, con le dichiarazioni pre Roma-Pisa, ha provato a difendere il lavoro del club, quindi anche il suo. 3) Perché Gasperini, nonostante certe sue spigolature caratteriali, è il miglior allenatore possibile per questo club e in questo momento in cui c'è da ricostruire e creare patrimonio economico attraverso i giocatori, cioè agli investimenti fatti su giovani da valorizzare e vendere. L'uomo della proprietà presente a Trigoria, sta cercando di mediare. (...) Insomma, per tirare le somme: è più facile rinunciare a Ranieri (e Massara) o a Gasperini? Le condizioni poste dall'allenatore sono difficili da mettere in atto. Gasp chiede pieni poteri, vuole essere il primo riferimento a Trigoria e questo, forse, non lo riterranno possibile e in questo caso sarebbe lo stesso tecnico a salutare. Assecondare Gasp, per il club, significa rifondare, mentre rinunciando a lui no, non totalmente. Ranieri è chiuso nel suo silenzio e aspetta; Gasp ha parlato con il club, resterà solo a quelle condizioni e in caso di addio il suo ingaggio non peserebbe nemmeno sul bilancio, visto che una squadra la troverebbe facilmente. Friedkin deve decidere senza sentirsi con le spalle al muro: complicato. (...) Dan è perfettamente consapevole che giugno sarebbe un mese nero con o senza Gasp. Alla fine si andrà su ciò che viene considerato - almeno in teoria - il male minore.
(Messaggero)




