Il calcio italiano trema di nuovo, sospeso dentro un buco nero. Altro che pistola fumante, dietro gli omissis delle carte può esserci una bomba a mano. Con chi ha parlato Gianluca Rocchi, ed eventualmente stretto un patto illecito per "evitare le designazioni di Doveri, arbitro poco gradito all'Inter", lo scorso 2 aprile 2025 a San Siro? In primis, è lì il nuovo focus sportivo dell'inchiesta milanese del pm Maurizio Ascione, che ha iscritto il designatore Aia sul registro degli indagati per «frode sportiva» anche per la "bussata" a Lissone di Udinese Parma al Var Paterna, accusato a sua volta di «falsa testimonianza». Il procuratore Figc, Giuseppe Chiné, aveva archiviato quest'ultima gara "con l'avallo della Procura generale dello sport presso il Coni" perché tutti i protagonisti avevano dichiarato la stessa versione. (...) Il designatore Aia Gianluca Rocchi si è autosospeso sabato sera e sarà ascoltato giovedì (ma difficilmente risponderà), il 30 aprile a Milano. Solo dopo quell'interrogatorio, il pm
Ascione spedirà le carte alla procura Figc di Chiné, che vuole vederci chiaro prima di formulare eventuali ipotesi di reato sportivo. Va capito se e quali tesserati, o dirigenti o soggetti riconducibili ai nerazzurri, sarebbero coinvolti in questo presunto nuovo scandalo, prima di paventare illeciti (art.30), slealtà (art.4), la responsabilità oggettiva o diretta del club. E poi, in base alle prove (intercettazioni?) che ne attestino il coinvolgimento, si può discutere di retrocessione, punti di penalizzazione o semplici ammende, che potrebbero mettere a rischio l'attuale scudetto nerazzurro o avere ripercussioni sul prossimo campionato. Al momento il quadro è parecchio contorto. In particolare, se il designatore Gianluca Rocchi, il 2 aprile 2025, avesse "combinato" per evitare all'Inter gli arbitraggi in campionato del
"poco gradito" Doveri, perché tre giorni dopo (5 aprile) lo stesso fischietto della sezione Roma 1 avrebbe diretto Parma-Inter in Serie A e poi anche il ritorno della semifinale di Coppa Italia (23 aprile) vinto dal Milan (3-0)? Ai nerazzurriera invece "gradito" l'arbitro Andrea Colombo, designato da Rocchi per Bologna-Inter del 20 aprile (finì 1-0, gol rossoblù viziato da una contestata rimessa di gioco). L'indagine del pm Maurizio Ascione nascerebbe da un esposto di un avvocato di Verona e da Inter-Verona, (...) quando Nasca e Di Vuolo non consigliarono all'arbitro Fabbri l'OFR per una gomitata di Bastoni a Duda che precede la rete di Frattesi, e Rocchi ammise l'errore in tv. Lì sarebbe confluita Udinese-Parma, nata da un esposto dell'ex assistente Domenico Rocca, che denunciava l'intervento di Rocchi a Lissone con il Var Paterna e l'Avar Sozza per segnalare il rigore su un tocco di braccio di Balogh. Eppure, sempre in quell'esposto, Rocca segnalava il suo stupore perché in Inter-Roma del 27 aprile 2025 (0-1) l'arbitro Gervasoni, supervisore di giornata, non "bussava" al Var per far assegnare un rigore netto a favore dell'Inter, errore grave che avrebbe in parte determinato la perdita dello scudetto nerazzurro. Qui c'è un altro punto critico. I presunti "favori" all'Inter avrebbero dovuto condurre al tricolore, vinto invece dal Napoli l'anno scorso. L'Atalanta ha chiuso terza, con 7 punti di distacco. Sarebbe stato dunque compromesso o alterato il risultato sportivo? (...) Se il presidente Gravina voleva già commissariare l'Aia, prima delle dimissioni consegnate in seguito all'eliminazione dell'Italia con la Bosnia nei play-off mondiali, il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi vuole invece commissariare l'intero sistema calcistico che «gestisce tutto al suo interno». Se da quest'ennesimo terremoto, infatti, dovessero emergere gravi irregolarità nello svolgimento di una competizione (art7 comma 5 dello statuto del Coni) sarebbe piu praticabile (al di là degli «organi direttivi» coinvolti o meno, e non è escluso) la strada del commissariamento della Federcalcio. Domani un'eventuale conferma dell'inibizione di 13 mesi al presidente Aia, Antonio Zappi, da parte del Collegio di Garanzia, darebbe un ulteriore impulso. Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, deve escludere che qualunque provvedimento possa essere poi impugnato. Ma di fronte a un simile tsunami anche la Uefa non potrebbe sollevare chissà quali obiezioni o mettersi di traverso (pena, per esempio, rivalse su Euro 2032) di fronte un intervento esterno riparatore a un pallone ormai fin troppo bucato.
(Il Messaggero)




