Finché c'è campionato c'è speranza, e la Roma può ringalluzzirsi. Dopo la trentaquattresima giornata e il previsto pareggiotto di San Siro tra Milan e Juve, Gasperini è a -3 dai bianconeri, anche se è un -4 visto lo svantaggio nello scontro diretto; ma tutto è ancora in ballo per il quarto posto da Champions. Tra l'altro finora gli scontri diretti non sono stati così decisivi, visto che l'Inter dominatrice è in Svantaggio nei confronti col Napoli e col Milan, e in parità con la Juventus. E' il resto del cammino che conta, e per questo gli ultimi 360 minuti saranno davvero decisivi, con Juve e Roma (ma c'è pure il Como di mezzo) che affronteranno squadre
retrocesse o già salve, ma anche un derby a testa. (...) Ranieri via dalla Roma e tutti improvvisamente più sereni: pazzesco. A cominciare da Gasperini, finalmente solo, finalmente al comando, plenipotenziario e libero da lacci e lacciuoli, ora potrà gestire la Roma come dice lui. (...) Anche se non ci torna affatto l'idea di Friedkin che affidi a una sola persona la responsabilità di Trigoria, del mercato e della squadra, e infatti ne vedremo delle belle, a noi la storia recente tra Gasperini e Ranieri ha invece ricordato il brano del "Giorno" di Giuseppe Parini che ci facevano studiare al liceo, quello della vergine cuccia de le Grazie alunna. Il racconto in versi della cagnetta adorata della gran dama che morde il piede del servo (con / eburneo dente), lui che le molla un calcione d'istinto e di dolore, lei che rotola e piange e urla aita aita, lo sconcerto e l'affannarsi dei cortigiani, finché il servo viene licenziato in tronco, nonostante i tanti anni di lavoro in quella casa. E alla fine la cagnetta che rimane li, isti superba, padrona del territorio. Un po come l'allenatore della Roma, che però ora non avrà più paracadute possibili, li da solo a fluttuare sulle cose romaniste, nel bene e nel male.
Auguri.
(Il Messaggero - A. Sorrentino)




