Caos calmo in attesa di nuovi sviluppi. L'inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitri e che vede indagati i due dirigenti arbitrali più influenti, ovvero l'ormai ex designatore Gianluca Rocchi e l'ex supervisore Var Andrea Gervasoni, è a un punto
cruciale. Da verificare, fra l'altro, la posizione di Giorgio Schenone (non indagato), "club referee manager" dell'Inter. Da alcune intercettazioni emergerebbero elementi utili per chiarire le presunte designazioni arbitrali non del tutto trasparenti di cui parla il pm Maurizio Ascione. [...] In realtà tutti i club, anche quelli che non hanno figure specifiche nel ruolo, danno incarico ad un proprio tesserato di gestire le relazioni con gli arbitri. L'Atalanta ad esempio si affida alla "segreteria sportiva" (nessun nome specifico), anche il Como non rende riconoscibile il suo addetto all'arbitro. Il 'Club Referee Manager', figura che a febbraio fu aspramente criticata dall'allenatore della Roma Gian Piero Gasperini («Ci sono squadre che cominciano ad avere persone strane che arrivano dal mondo arbitrale e insegnano ai giocatori come simulare», la denuncia del tecnico giallorosso) è solo l'evoluzione di un ruolo che per anni è stato ricoperto dal 'Dirigente Addetto all'Arbitro'. Colui che si occupa di tutto quello che riguarda gli arbitri, dalle regole al comportamento dei tesserati. [...] Secondo l'accusa, l'Inter avrebbe fatto pervenire al designatore le "preferenze" per la volata finale della scorsa stagione. Ipotesi da verificare. Da capire, allo stesso tempo, se altrettanto hanno fatto altri club e se a quel punto Rocchi si sarebbe semplicemente adeguato.
(Quotidiano Sportivo)




