Nella storia. Perché da quando la Fifa ha introdotto il mercato invernale (2001/02) nessuno in Italia ha avuto un impatto come il suo: 13 gol in 16 partite, superato anche Balotelli (che nel 2012 con il Milan ne aveva segnati 12 da gennaio a giugno), Donyell Malen è molto più del centravanti della Roma, è l'oro che luccica e aumenta di valore di giorno in giorno. E pazienza se ieri di gol poteva farne anche 4 o 5, tra quello annullato e i due mangiati nella ripresa. Per renderlo diverso da tutti gli altri basta considerare il coraggio e la personalità con cui l'olandese ha calciato quel calcio di rigore all'undicesimo minuto di recupero: un pallone che pesava una cinquantina di chili, quanti i milioni che può regalare la Champions nella prossima stagione.
E alla fine Malen è lo specchio della felicità. Per quanto fatto, per il gol, per un momento che ritiene magico da tempo. «Venire in Italia è stata una grande idea, perché qui posso giocare il mio calcio», dice a fine partita il centravanti olandese. Che dopo il rigore della vittoria si è andato a prendere le ovazioni della sua gente, in estasi quasi come quando nella Roma giocava un certo Gabriel Omar Batistuta. «Su quel rigore c'era tanta pressione, quel pallone era molto importante per la nostra stagione», ha detto ancora l'olandese nella pancia del Tardini. E come dargli torto, considerando che senza quel gol su rigore la Roma oggi avrebbe già abbandonato il sogno della Champions. E invece grazie ai suoi 13 gol i giallorossi possono ancora sperare di mettere la freccia su Juventus o Milan. «I 13 gol in campionato? Fantastico, è un grande numero - chiude Malen -. Ma la cosa più importante sono i compagni che mi aiutano a raggiungere questi numeri». [...]
(Gasport)




