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Tommasi: "Gasperini ha avuto coraggio. Dybala? Con la Champions serve una rosa lunga e di qualità"

27/05/2026 alle 11:11.
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Domenica è stata una giornata speciale per Damiano Tommasi, che ha visto confrontarsi il Verona, squadra della città di cui è sindaco, e la Roma, club con cui ha vissuto le migliori stagioni della carriera da calciatore. In un'intervista al quotidiano, Tommasi ha parlato della stagione giallorossa facendo un bilancio anche sul primo anno di Gasperini. Ecco alcune sue dichiarazioni.

La Roma, invece, torna in Champions dopo 7 anni «Troppi, anche perché negli ultimi anni ha lavorato bene, costruendo un progetto sportivo. È stato il risultato di un tecnico come Gasp che per ahsre efficacia ha bisogno di entrare nella testa dei giocatori, di avere empatia con la piazza. L'obiettivo poi si può centrare o mancare per un punto, ma il fatto di essere in corsa fino alla fine è sintomo della bontà di quanto fatto». [...]

A inizio stagione pensava che Gasp potesse far così bene? «Ero convinto che potesse far bene, ma il fatto era un altro: capire se il suo modo di lavorare avrebbe fatto breccia nella piazza. Se l'operazione non fosse riuscita si poteva fallire. È stato bravo».

Qual è stato il suo valore aggiunto in questa cavalcata?
«È riuscito a motivare i senatori o gente in scadenza come Pellegrini e Dybala. E poi ha avuto coraggio a non snaturare la sua idea di gioco, tenendo la barra dritta anche quando i risultati non erano buoni. Tante volte quest'anno si è detto: "Questa è la Roma di Gasp" o "È una squadra che deve ancora formarsi". È normale, il primo anno si va a sprazzi, ma lui non ha mai cambiato». [...]

Gasp negli ultimi tempi ha chiesto spesso una maggiore presenza dei Friedkin. Per lei che a Roma aveva un presidente-padrone come Franco Sensi quanto conta davvero la presenza della proprietà?
«Rispetto a quei tempi è cambiato il mondo, ora c'è un altro modello gestionale, i club sono asset di aziende, di holding internazionali. Tutto diverso rispetto al passato, quando i presidenti erano presenti anche in maniera invadente sulle scelte degli allenatori. Mi viene in mente Berlusconi che commentava le scelte degli allenatori, anche perché sportivamente competente. Se Gasp ha chiesto così ci sarà un motivo, ma so che a Roma quella dei Friedkin è una presenza considerata».

Punterebbe ancora su Dybala?
«Se sta bene, Dybala è Dybala, su questo non ci sono dubbi. Il problema è capire però se può stare sempre bene. Ma ha dimostrato di tenerci, mi sembra che si vada verso il rinnovo. Con la Champions la rosa deve avere numeri e una lunghezza diversa, gente di qualità e che abbia il mood giusto. E Dybala ce l'ha, esattamente come El Shaarawy e Pellegrini. Prima di rinunciare a giocatori così c'è da pensarci su».

Qualcuno paragona Malen a Batistuta, non come giocatore ma per l'impatto che ha avuto sulla squadra. Lei che l'argentino l'ha vissuto è d'accordo?
«Malen ha colto un'occasione di carriera unica, è stato molto bravo. Il gol di Verona, dopo aver sbagliato un rigore pesantissimo, la dice lunga sulla sua fame, che hanno pochi attaccanti al mondo. Quello spirito ce l'aveva pure Batistuta, ma il suo effetto è stato diverso: Gabriel in quel momento era uno dei migliori del mondo e non doveva riscattarsi. E ci ha regalato il Sogno». [...]

(gasport)