Tre giorni al termine del Settlement Agreement e la situazione legata alla cessioni non si sblocca. La vendita di Romano al Cagliari (cambiata nel frattempo la formula: prestito con obbligo di riscatto) non attenua più di tanto l'esposizione del club con la Uefa. Per azzerare i conti-al netto delle entrate inattese legate ai diritti tv Img e le plusvalenze minori - servirebbe la cessione di uno tra Koné (meglio, perché a bilancio figura a 11,8 milioni) e Soulé. E invece per diversi motivi, i due calciatori continuano a prendere tempo.
Anzi, a dirla verità, in camera caritatis chi è vicino al ragazzo del Mar del Plata ieri manifestava disappunto per questa situazione. Matias, arrivato un paio di anni fa con la prospettiva di diventare l'erede di Dybala (e anche al nostro giornale disse ad ottobre: «Se chiudo gli occhi mi immagino di restare qui a vita»), si ritrova - dopo una stagione nella quale fino a gennaio è stato protagonista assoluto per poi patire problemi di pubalgia, nonostante i quali ha giocato per un altro mese prima di fermarsi - quasi messo alla porta.
Mentre la Joya, a 32 anni e un'annata sicuramente non memorabile ad un passo dal rinnovo. Preso atto delle esigenze della Roma, Soulé sarebbe anche disposto-a malincuore - a salutare. Ma un conto è la Germania, un altro l'ipotesi araba che, al di là della proposta economica allettante - non lo convince. Perché, si domanda l'entourage, Matias a 23 anni dovrebbe trasferirsi in un campionato di secondo livello, rischiando di finire ancora di più ai margini della nazionale argentina, sogno che gli ha fatto rifiutare la possibile/probabile convocazione con l'Italia? Domande a voce alta che spesso nel mondo del calcio trovano risposta da rilanci sullo stipendio, anche se da quanto trapela, la possibilità che Matias il 13 luglio si presenti a Trigoria per il raduno è alta. [...]
Diverso il discorso per Koné. Manu da tempo è entrato nell'ordine di idee di cambiare aria. Qualcosa sul finire del campionato a livello di feeling si è incrinato con l'allenatore in più c'è la speranza, coltivata e alimentata dal suo agente, di poter giocare in Premier. Tuttavia al di là di un paio di sondaggi di Arsenal [...] e Chelsea, l'unico club a farsi avanti è stato l'Atletico Madrid, messo in stand-by. A Trigoria non l'hanno presa bene anche perché la sensazione è che chi segue il ragazzo voglia presentarsi con una proposta al ribasso in queste ore o a luglio inoltrato, provando a forzare la mano. D'Amico è stato chiaro: o si risolve tutto entro martedì oppure dal 1 luglio la Roma chiederà per il cartellino una somma superiore rispetto ai 45 milioni (magari da rimpinguare con qualche bonus) che servirebbero oggi. E diventato quindi un braccio di ferro con la Roma che sta provando in tutti modi a non finire spalle al muro. Ma l'esigenza di cedere resta. [...]
(Il Messaggero)




