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Gian Piero: il nuovo idolo. Così in appena 9 mesi ha conquistato la Capitale

01/06/2026 alle 07:38.
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Roma ha deciso di viverla in profondità fin da subito, quasi fino alle viscere. Perché la voglia era quella di lasciare il segno come poi è stato, con la speranza anche di entrare subito nel cuore della gente. Obiettivi centrati, con Gian Piero Gasperini che in un anno ha cancellato molta della diffidenza che lo aveva accompagnato nella Capitale, anche grazie a quel traguardo finale, la Champions. (...) Già che c'era ha vinto la sfida diretta con il totem giallorosso Ranieri e ora rivuole nel club il mito Totti.
Gian Piero ha anche deciso di viverla a fondo la città. Ha preso casa a metà strada tra Pinciano e Parioli, due quartieri chic di Roma. (....) Ha scelto il centro, come del resto De Rossi e Ranieri (che però ci vivono da sempre, per loro è diverso) o Mourinho (anche lui si era stabilito ai Parioli). (...) La sua città "Una cosa che mi piace molto è quando la mattina esco presto per andare all'allenamento, prendo via dei Serpenti e mi ritrovo davanti il Colosseo: ecco, questo è un bel modo di iniziare la giornata", disse a novembre, quando la Roma si spinse addirittura fino al primo posto. (...) Gasp Roma l'ha voluta vivere subito anche per questo, per farsi apprezzare come uomo, non solo come allenatore. Con Cristina, la moglie, si è affacciata in tanti dei ristoranti più noti. Quello sotto casa è quasi un grande classico, ma poi lo si è visto all Aventino, a via Nazionale, ai Parioli, a piazza Navona ed a Monti, spingendosi anche oltre, in trasferta, un po' a
Santa Severa ed un po' sul litorale pontino. "Devo stare attento, quella romana è una cucina importante", lo scrupolo del mister, sempre attento ai dettagli. Ed alle carbonare… Che poi proprio sui dettagli Gian Piero ha costruito anche il suo rapporto di fiducia con la gente giallorossa, sfociato in quella festa sotto la curva Sud alla fine del derby di ritorno vinto con la Lazio. "Con il tempo ci si conosce, ci si apprezza e ci si conquista l'uno con l'altro - disse tempo addietro - Non è una cosa che si può ottenere baciando la maglia o andando sotto la curva". Già, ed ecco anche perché dopo quel derby Gasp era titubante ad andare sotto quella curva, forse anche per rispetto dei sentimenti dei tifosi. Poi lo Slo del club, Alessandro Esposito, lo ha messo al corrente che erano proprio i tifosi e volerlo omaggiarlo. E allora Gasp è andato, felice come un bambino. "La credibilità acquisita con la gente per me vale più di uno scudetto", ha commentato. Sognando però adesso anche quello vero di tricolore…

(gasport)