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Roma, nella rosa c'è poca Champions

12/06/2026 alle 07:38.
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Un conto è andare in Champions, un altro e giocarla. serve il fisico, esperienza, oppure la si può vivere con la spensieratezza con cui l'ha vissuta l'Atalanta agli albori, quando l'accesso in questa competizione era inimmaginabile. La Roma l'Europa l'ha vissuta, in passato pure la Champions League: ha vinto la finale di Conference e ne ha disputata una di Europa League, senza contare lo score degli ultimi anni, con quarti e semifinali disputate nelle varie competizioni internazionali. La Champions è ben rappresentata dai romanisti della prossima stagione, ma diciamo si può fare di meglio. E Gasp lavora per questo. Si va da Mancini che è a quota zero presenze fino ai gemelli Malen e Dybala, che sono entrambi a cinquantatré: Paulo ha pure segnato diciotto reti con la maglia della Juventus, mentre Donyell è fermo a tre gol, due con il Dortmund e uno con il Psv.
La guida è rassicurante: si chiama Gian Piero Gasperini, 34 panchine vissute nella Coppa più importante, quella che gli mancava e ha fatto di tutto per (ri)portarci la Roma dopo aver stupito con l'Atalanta. Malen e Dybala (se, come sem-bra, rinnoverà) hanno pure una finale per uno sulle spalle: entrambe perse, l'argentino contro il Real Madrid, l'olandese pure. Cristante in Champions ha esordito quando non aveva ancora 17 anni, vestiva la maglia del Milan, 6 dicembre 2011, 2-2 sul campo del Viktoria PIzeň. In totale, per Bryan, quattordici partite, distribuite tra, appunto, il Milan, il Benfica e la Roma. Le stesse gare le ha giocate Pellegrini, tutte con la maglia giallorossa, non da protagonista. (...) Un altro esperto è Hermoso, con trentuno presenze agli ordini di Simeone all'Atletico Madrid, più un paio con il Leverkusen. E come lui, l'altro spagnolo del gruppo, ma non ci sono certezze che resti alla corte di Gasperini, ovvero Angeliño, 37 gare di Champions sulle spalle, tra Lipsia, City, Psv e Galatasaray. C'è anche il bistrattato Vaz, che ha 4 partite in Champions. (...) Poi dobbiamo ragionare su numeri decisamente più bassi, come quelli di Dovbyk, due (nei prelimi-nari), Svilar, El Aynaoui e Soulé tre, Celik tredici Rensch nove e Ndicka sette. Particolare è il percorso di Mile: ha esordito, diciottenne, con la maglia del Benfica contro lo United, giocando due partite e perdendole entrambe, con Mourinho che si era preso una cotta per lui in tempi non sospetti. (...) Sul resto della rosa, siamo al noviziato. (...) Mancini però ha l'esperienza europea, l'ha maturata nelle coppe minori e in Nazionale, con la quale ha giocato anche un Europeo nel 2024. In Champions, si sa, la differenza la fa il talento e una proposta di calcio più europea, non ferma alle nostre vecchie (e gloriose) tradizioni, ma c è pure bisogno di gente che abbia respirato l'aria recente di una competizione così importante e particolare. Non a caso, Gasp sta setacciando il mercato per prendere calciatori che abbiano queste caratteristiche. Greenwood è uno di questi. Cosi come Tzolis.

(Il Messaggero)