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Koné è sempre in bilico. I rischi della cessione e il ruolo dei Friedkin

11/07/2026 alle 08:55.
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Ognuno ha le sue classifiche, le sue preferenze. Poi ci sono i fatti. Manu Koné è il centrocampista titolare della Francia che sta dominando il Mondiale. Titolare sì, pure prima dello stop di Tchouameni, visto che Deschamps nelle sue rotazioni teneva loro due e Rabiot sullo stesso piano, calibrando i minutaggi. Forse val la pena ricordarlo, perché la Roma - il mondo Roma, complessivamente - si sta abituando all'idea di perdere Koné. Pareva uno scenario inevitabile a giugno, in ottica fair play finanziario.

Ma il suo addio non ha mai smesso di essere una possibilità concreta. Neppure in questi giorni, aspettando la fine del Mondiale e magari pure la consacrazione di un giocatore che forse, chissa, diventerà anche campione del Mondo. E però non segna mai. E però ha discusso con Gasperini nel finale della scorsa stagione. E però si è risparmiato per il Mondiale. E però è quello più sostituibile, per caratteristiche. E però. E però. Una sfilza di però. La verità è che oggi, nell'organico a disposizione dell'allenatore, ci sono solo altri due, al massimo tre, calciatori per cui si può ragionare intorno a determinati valori di mercato: Svilar, Wesley, Malen (anche se il Mondiale ha detto altro) e Koné, appunto. Fine. [...]

(Corsera)